Dall’idea al prodotto: dentro il laboratorio R&D di SRC

Intervista a Bettina Almonacid, Responsabile R&D e Regolatorio di SRC

Dietro ogni prodotto cosmetico c’è un percorso fatto di competenze, scelte tecniche, verifiche e continue interazioni tra formulazione, produzione, packaging e mercato.

Per un’azienda che sviluppa e produce cosmetici per conto terzi, la ricerca e sviluppo rappresenta quindi molto più di un laboratorio nel quale vengono create nuove formule. È il punto in cui un’idea deve trasformarsi in un prodotto concreto, stabile, industrializzabile e coerente con il mercato a cui è destinato.

In SRC questo percorso parte dall’ascolto del cliente e si sviluppa attraverso un confronto continuo tra R&D, produzione, qualità e interlocutore aziendale. Un approccio che permette di accompagnare il progetto dalla prima idea fino alla realizzazione del prodotto finito.

A raccontarci come funziona questo processo è Bettina Almonacid, Responsabile R&D e Regolatorio di SRC. La dottoressa Bettina Almonacid è Ingegnere Chimico e Valutatore della Sicurezza dei prodotti cosmetici, con una solida esperienza nel laboratorio, controllo qualità e sviluppo formulativo.
Dal 2016 in SRC ha contribuito alla creazione e organizzazione di R&D e produzione e dal 2024 è Responsabile R&D e Regolatorio, con competenze che integrano formulazione, qualità, produzione e rapporto con il cliente.

Dall’idea del cliente alla prima formulazione

Quando un cliente arriva da SRC con una semplice idea di prodotto, da dove parte il lavoro dell’R&D? Quali informazioni sono necessarie per trasformare l’idea in un progetto concreto?

Il lavoro della R&D parte innanzitutto dall’ascolto del cliente. Saper interpretare la sua idea, il suo “sogno”, e comprendere realmente il bisogno che vuole soddisfare è fondamentale.

Da qui si passa agli aspetti più concreti dello sviluppo: conoscere la tipologia di prodotto desiderata, la destinazione d’uso e il tipo di texture che si vuole ottenere sono informazioni importanti per poter definire e sviluppare la base formulativa più adatta.

A questo si aggiunge naturalmente l’aspetto marketing: è importante capire se il concept è già stato definito oppure se dovrà essere costruito insieme, anche sulla base della scelta dei principi attivi e delle caratteristiche che si vogliono comunicare al consumatore.

Questo primo passaggio evidenzia un aspetto importante del lavoro di SRC: la formulazione non nasce isolata dal progetto commerciale, ma viene sviluppata tenendo conto dell’idea di prodotto, del suo utilizzo e delle caratteristiche che dovranno essere percepite e comunicate al consumatore.

“Il lavoro della R&D parte innanzitutto dall’ascolto del cliente. Saper interpretare la sua idea, il suo “sogno”, e comprendere realmente il bisogno che vuole soddisfare è fondamentale.” Bettina Almonacid – SRC

Formula cosmetica e prodotto finito: due percorsi diversi

Qual è la differenza tra sviluppare una formula cosmetica e sviluppare un prodotto cosmetico completo, pronto per essere immesso sul mercato?

Sviluppare una formula cosmetica significa lavorare principalmente sulle caratteristiche formulative e sensoriali del prodotto, come la texture, cercando di individuare le possibili applicazioni.

Lo sviluppo di un prodotto cosmetico completo è invece un percorso più specifico e articolato: si conoscono la destinazione d’uso, il target e l’azione che il prodotto deve svolgere. La formulazione viene quindi sviluppata tenendo conto di tutti questi elementi, fino ad arrivare a un prodotto che possa essere industrializzato e immesso sul mercato.

La differenza è sostanziale. Una formula può rappresentare un punto di partenza, mentre un prodotto cosmetico deve rispondere a un insieme di requisiti tecnici, funzionali e di mercato.

È proprio in questo passaggio che l’esperienza del laboratorio R&D diventa determinante: l’obiettivo non è soltanto ottenere una formula che funzioni, ma arrivare a un prodotto concretamente realizzabile.

Formula standard, personalizzazione e co-development

SRC propone formule standard, formule personalizzate e attività di co-development: quali sono le differenze tra questi tre approcci e quando è più indicato scegliere l’uno o l’altro?

Le formule standard sono state sviluppate seguendo un criterio preciso di azione del prodotto, con principi attivi selezionati e una profumazione già definita. Sono quindi una soluzione indicata quando il cliente cerca un prodotto già strutturato, con tempi di sviluppo più contenuti.

Le formule personalizzate sono invece più flessibili: gli ingredienti possono essere selezionati e modificati in base alle esigenze del cliente, per esempio per rispettare una specifica black list o per rispondere a determinate richieste di marketing. In questo caso il processo di formulazione è più lungo, perché è necessario verificare anche la stabilità della nuova formulazione.

Nel co-development, invece, si può partire da una formulazione già sviluppata e proposta dal cliente, lavorando insieme per aggiornarla e renderla più attuale, anche in funzione dei trend del mercato. È quindi un approccio particolarmente interessante quando il cliente ha già un punto di partenza ma desidera evolverlo.

Tre modalità diverse, quindi, che permettono a SRC di adattare il percorso di sviluppo alle esigenze e al punto di partenza del cliente.

Per approfondimenti: Private Label Cosmetici: cos’è e come funziona in SRC

Il prodotto deve parlare al suo mercato

Quanto è importante per il lavoro dell’R&D conoscere il posizionamento del prodotto, il target e il canale di vendita — farmacia, profumeria, GDO, e-commerce, centri estetici?

Sono informazioni molto importanti perché ci aiutano a definire le caratteristiche del prodotto fin dalle prime fasi dello sviluppo.

Conoscere il posizionamento, il target e il canale distributivo ci permette di orientare la scelta della tipologia di base, della texture e della profumazione. Inoltre, un prodotto destinato all’utilizzo professionale, per esempio, deve rispondere a esigenze e caratteristiche specifiche rispetto a un prodotto destinato al consumatore finale.

È un principio che diventa particolarmente importante nello sviluppo conto terzi: non esiste una formulazione corretta in assoluto, ma una formulazione coerente con il prodotto che si vuole costruire e con il contesto nel quale verrà utilizzato e venduto.

Ingredienti, innovazione e sostenibilità

Come vengono scelti gli ingredienti e le materie prime? Quali caratteristiche valutate oltre alla loro funzione cosmetica?

La scelta degli ingredienti e delle materie prime non si basa solamente sulla loro funzione cosmetica. Prestiamo sempre maggiore attenzione all’innovazione, all’origine e alla qualità delle materie prime.

Oggi, per esempio, sta diventando sempre più importante poter utilizzare ingredienti provenienti da upcycling, di origine naturale o ottenuti attraverso processi biotecnologici. Sono aspetti che possono contribuire non solo alle performance del prodotto, ma anche alla sua sostenibilità e al suo posizionamento sul mercato.

La ricerca formulativa si confronta quindi con un mercato nel quale anche origine, innovazione e sostenibilità delle materie prime possono diventare elementi distintivi del prodotto.

La sensorialità: quando la formula diventa esperienza

Quanto contano performance e sensorialità — texture, assorbimento, profumo, finish — nello sviluppo di un cosmetico e come vengono valutate durante il processo?

La sensorialità è un elemento fondamentale nello sviluppo di un prodotto cosmetico. Texture, assorbimento, profumo e finish contribuiscono in maniera importante all’esperienza del consumatore e, di conseguenza, alla percezione della qualità del prodotto.

Durante il processo di sviluppo, le caratteristiche sensoriali vengono valutate internamente attraverso prove di utilizzo effettuate da un gruppo di persone esperte, che ci permette di raccogliere feedback e apportare eventuali modifiche alla formulazione.

Un cosmetico, infatti, non viene valutato soltanto per ciò che contiene. Come si applica, come si assorbe, come lascia la pelle e come viene percepito durante l’utilizzo fanno parte dell’esperienza del prodotto.

Per questo la fase di prova e raccolta dei feedback diventa parte integrante dello sviluppo.

Dal laboratorio alla produzione: quando una formula deve diventare industriale

Una formula che funziona in laboratorio è automaticamente pronta per essere prodotta su scala industriale? Quali sono le principali criticità nel passaggio dal laboratorio alla produzione?

No, una formula che funziona in laboratorio non è automaticamente pronta per la produzione industriale.

Il passaggio dalla scala di laboratorio alla scala industriale richiede un adattamento del processo produttivo. Le principali criticità possono riguardare sia le tempistiche sia il tipo di macchinario utilizzato, perché le condizioni di produzione possono essere molto diverse rispetto a quelle del laboratorio.

È quindi fondamentale verificare che la formulazione mantenga le caratteristiche desiderate anche quando viene prodotta su scala più grande.

È uno dei passaggi nei quali la competenza tecnica e l’esperienza produttiva diventano particolarmente importanti.

Il risultato ottenuto in laboratorio deve essere trasferibile alla produzione, mantenendo le caratteristiche definite durante lo sviluppo.

R&D e packaging: due elementi da sviluppare insieme

Quanto incidono packaging, sistema di erogazione e materiali sulla formulazione e sulla stabilità del prodotto? R&D e packaging vengono sviluppati in parallelo?

Il sistema di erogazione e il packaging possono influenzare significativamente lo sviluppo della formulazione. Sapere fin dall’inizio quale sarà il sistema di erogazione ci permette, per esempio, di orientare la texture del prodotto: fluida, in gel, compatta, morbida, ecc.

L’interazione tra formulato e packaging deve inoltre essere seguita e controllata attentamente dal punto di vista qualitativo e della stabilità.

Idealmente, formulazione e packaging dovrebbero essere sviluppati in parallelo. Purtroppo non sempre questo avviene e, quando le due attività procedono separatamente, può verificarsi un rallentamento dello sviluppo complessivo del prodotto.

Anche questo aspetto dimostra come lo sviluppo cosmetico richieda un approccio integrato. Formula, sistema di erogazione e packaging non sono elementi indipendenti, ma parti di un unico prodotto.

Le richieste del mercato e il futuro della cosmetica

Quali sono oggi le richieste e le tendenze che arrivano più frequentemente dai clienti e quali, secondo voi, avranno un impatto concreto sul futuro della cosmetica?

Le richieste dei clienti si concentrano sempre più sull’efficacia del prodotto, sulla naturalità e sull’utilizzo di principi attivi di origine biotecnologica.

Credo che il futuro della cosmetica sarà sempre più orientato verso il rispetto dell’ambiente, attraverso un utilizzo più consapevole e responsabile delle risorse e la ricerca di materie prime innovative e sostenibili.

Efficacia, naturalità, biotecnologia e sostenibilità rappresentano quindi alcuni degli elementi che stanno orientando le richieste che arrivano quotidianamente al laboratorio.

Per un reparto R&D significa continuare a ricercare soluzioni capaci di coniugare performance, innovazione e attenzione all’impatto ambientale.

Quando il confronto diretto con il cliente fa la differenza

Puoi raccontarci, senza entrare in informazioni riservate, un progetto particolarmente interessante seguito da SRC: qual era la richiesta iniziale, quale problema avete dovuto risolvere e come siete arrivati al prodotto finale?

In realtà, tutti i progetti sono interessanti perché ognuno presenta esigenze e sfide differenti.

Una delle esperienze più stimolanti è stata lo sviluppo di una linea completa di prodotti caratterizzata da texture nuove e accattivanti. I prodotti venivano campionati e sottoposti a prove di utilizzo; sulla base dei feedback ricevuti procedevamo poi con le modifiche formulative necessarie.

Una delle difficoltà più interessanti, e anche più frequenti, era riuscire a interpretare correttamente ciò che non piaceva durante la prova di utilizzo. Per superare questo ostacolo abbiamo deciso di organizzare delle prove direttamente in azienda insieme al cliente, osservando e analizzando concretamente l’esperienza di utilizzo.

Questo confronto diretto ci ha permesso di comprendere molto meglio le esigenze e, dopo poche prove, di arrivare al risultato desiderato.

È forse questo uno degli aspetti più significativi del lavoro di ricerca e sviluppo: non sempre ciò che il cliente percepisce può essere tradotto immediatamente in un’indicazione tecnica.

A volte è necessario osservare, provare, confrontarsi e tornare sulla formulazione. Il dialogo diretto diventa quindi uno strumento concreto per trasformare una sensazione — “non è ancora quello che cercavo” — in un’indicazione utile per arrivare al prodotto desiderato.

La squadra R&D di SRC. Un gruppo molto affiatato.

R&D come partner nello sviluppo del prodotto

L’intervista con Bettina Almonacid mostra come la ricerca e sviluppo in SRC non sia una fase isolata del processo produttivo, ma un’attività che dialoga costantemente con il cliente, il marketing, la produzione, la qualità e il packaging.

Dall’ascolto iniziale alla scelta delle materie prime, dalla definizione della texture alle prove di utilizzo, fino alla verifica della stabilità e al passaggio alla scala industriale, ogni fase contribuisce alla costruzione del prodotto finale.

È questo il valore di un partner R&D: non limitarsi a sviluppare una formula, ma mettere competenze tecniche ed esperienza al servizio dell’idea del cliente, accompagnandola verso un prodotto concreto, industrializzabile e coerente con il mercato al quale è destinato.

Nel nostro laboratorio R&D accompagniamo ogni cliente trasformando un’idea in un cosmetico concreto, sicuro e pronto per l'industrializzazione. Ascolt...